Arezzo è una delle città toscane che i turisti spesso mettono in lista ma raramente visitano davvero, sopraffatti da Firenze e Siena. È un errore che si capisce solo quando ci si arriva: la città ha una bellezza discreta, composta, che non si impone ma si svela con calma. Gli affreschi di Piero della Francesca sono tra i più straordinari del Rinascimento italiano. La Fiera Antiquaria mensile è una delle più grandi d’Europa. Piazza Grande, con il portico del Vasari e i palazzi medievali, è una delle piazze più belle e meno conosciute della Toscana.
Da Villa Talciona la distanza è di circa 80 chilometri, un’ora di guida lungo la A1 o la SS73.
Piero della Francesca in San Francesco
La Basilica di San Francesco, nel centro storico di Arezzo, ospita il ciclo di affreschi della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca, dipinto tra il 1452 e il 1466. È uno dei grandi momenti dell’arte rinascimentale italiana, paragonabile per importanza alla Cappella Sistina di Michelangelo.
Il ciclo racconta la storia del legno della Croce di Cristo, dalla leggenda dell’albero da cui fu ricavata fino al ritrovamento della reliquia nel IV secolo. Le scene sono distribuite su tre livelli della parete del coro. Ciò che colpisce è la luce: Piero della Francesca dipinge una luce ferma, matematica, che non proviene da nessuna fonte reale ma illumina ogni figura con una chiarezza quasi soprannaturale.
La visita richiede una prenotazione online (i numeri di accesso sono limitati per preservare gli affreschi). Portate con voi un binocolo o scaricate l’app del museo: molti dettagli in alto sono invisibili a occhio nudo.
La Fiera Antiquaria: 55 anni di storia
Ogni prima domenica del mese (e il sabato sera precedente) il centro storico di Arezzo si trasforma in un mercato dell’antiquariato di dimensioni straordinarie. La Fiera Antiquaria di Arezzo, fondata nel 1968 dal giornalista Ivan Bruschi, è oggi la più antica e grande d’Italia: oltre 500 espositori occupano Piazza Grande, le strade adiacenti e i cortili dei palazzi storici.
Si trova di tutto: mobili antichi, dipinti, stampe, argenteria, ceramica, libri, gioielli, tessuti, oggetti curiosi. Non tutto è autentico e i prezzi richiedono contrattazione, ma il solo fatto di camminare tra le bancarelle e immaginare la storia di ogni oggetto è un’esperienza in sé. Per chi ama l’antiquariato, questa è forse la migliore ragione per pianificare una gita ad Arezzo.
Piazza Grande e il portico del Vasari
Piazza Grande è il palcoscenico della Giostra del Saracino e uno degli spazi urbani più eleganti della Toscana. La forma irregolare, in leggera pendenza, è bordeggiata da palazzi medievali e rinascimentali di grande qualità: il loggiato del Palazzo delle Logge (progettato da Giorgio Vasari), il Palazzo della Fraternita dei Laici con la sua torre, l’abside romanica della Pieve di Santa Maria.
La Pieve di Santa Maria, con la sua facciata a logge sovrapposte e il campanile delle “cento buche”, è uno degli edifici romanici più belli della Toscana. L’interno, buio e raccolto, ospita un polittico di Pietro Lorenzetti tra i più belli del Trecento senese.
La Casa di Giorgio Vasari e l’oreficeria
Giorgio Vasari, pittore, architetto e primo storico dell’arte italiana (autore delle “Vite dei più eccellenti pittori, scultori e architettori”), nacque ad Arezzo nel 1511. La sua casa, nel centro storico, è conservata come museo: gli affreschi che Vasari dipinse nei soffitti e nelle pareti per decorare la propria abitazione sono un documento straordinario della cultura rinascimentale.
Arezzo è anche famosa per l’oreficeria: la città è uno dei maggiori centri produttivi di gioielli in oro d’Europa. Le gioiellerie del centro, soprattutto intorno al corso principale, espongono creazioni di grande qualità artigianale. Non si tratta di produzione industriale ma di oreficeria tradizionale, con laboratori spesso a conduzione familiare.
La Giostra del Saracino
Due volte l’anno, in giugno e settembre, Piazza Grande si trasforma nello scenario della Giostra del Saracino, una giostra medievale in cui i cavalieri dei quattro quartieri di Arezzo si sfidano a colpire con la lancia un manichino rotante (il Buratto, re delle Indie) cercando di evitare il colpo di ritorno. La tradizione risale al Medioevo, anche se la forma moderna della giostra è una ricostruzione del Novecento.
L’atmosfera durante la Giostra è elettrizzante: le bandiere dei quartieri, i figuranti in costume medievale, la folla che tifa per il proprio rione. È uno degli eventi folcloristici più autentici e spettacolari della Toscana.
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